La detenzione: centri, telefonate, soldi sul conto, visite, salute
La detenzione dell'ICE è amministrativa, non penale, ma i luoghi sono quelli: centri dell'ICE, centri privati a contratto, carceri di contea. Le regole scritte esistono e servono a sapere che cosa si può chiedere. Il resto dipende dalla struttura, e la famiglia lo scopre chiamando.
In breve
- Le strutture sono di tre tipi: centri dell'ICE, centri privati a contratto, carceri di contea con posti riservati. Gli standard scritti (PBNDS 2011, NDS 2019) variano per struttura.
- Telefonate a pagamento con un conto prepagato o a carico del destinatario; video visite in molte strutture. Un numero americano di appoggio semplifica tutto.
- Il conto per lo spaccio (commissary) si alimenta dall'Italia attraverso il fornitore della struttura, con carta di credito, indicando nome e numero A.
- L'assistenza medica è dovuta; i farmaci in corso vanno segnalati subito e la prescrizione fatta arrivare. Le richieste si fanno per iscritto (sick call).
- Per problemi seri: la linea dell'ICE per detenuti e famiglie, il consolato, l'avvocato, e i canali di reclamo del DHS.
Dove si è detenuti
L'ICE non ha un sistema carcerario proprio di dimensioni sufficienti: usa centri di sua proprietà (Service Processing Centers), centri gestiti da società private a contratto (Contract Detention Facilities), e carceri di contea e statali che affittano posti (Intergovernmental Service Agreements). Le condizioni cambiano molto. Ogni struttura è tenuta a rispettare uno dei set di standard scritti dell'ICE: i Performance-Based National Detention Standards 2011 (per i centri dedicati) o i National Detention Standards 2019 (per le carceri a contratto), pubblicati sul sito dell'ICE. Gli standard regolano telefonate, posta, visite, assistenza medica, alimentazione, accesso al materiale legale, uso della forza, reclami. Sapere quale set si applica alla struttura serve a formulare le richieste con le parole giuste.
Le telefonate
I detenuti possono telefonare, a pagamento, attraverso il fornitore della struttura; le chiamate verso l'estero costano molto e non sempre sono abilitate. Le opzioni per la famiglia: aprire un conto prepagato con il fornitore della struttura (il locator indica la struttura; il sito della struttura o dell'ICE indica il fornitore), intestato al numero di telefono che deve ricevere le chiamate; oppure indicare alla persona un numero americano di un amico o familiare, molto più economico e affidabile. Gli standard prevedono chiamate gratuite agli avvocati, ai consolati e ad alcune organizzazioni (le liste dei «numeri gratuiti» sono affisse nelle strutture), e chiamate di emergenza in caso di lutto o urgenza familiare. Molte strutture offrono video visite a pagamento da un'app, prenotabili dall'estero.
I soldi
Il detenuto ha un conto interno per lo spaccio (commissary), da cui compra telefonate, cibo, articoli per l'igiene, francobolli. Il denaro trovato al momento dell'arresto viene versato lì. Dall'Italia si può alimentare il conto attraverso il fornitore della struttura (i nomi ricorrenti sono quelli dei servizi di pagamento carcerari), con carta di credito, indicando struttura, nome e numero A; oppure con un vaglia postale internazionale, più lento. Le somme non spese vengono restituite alla partenza. Non esistono «tasse» da pagare per accelerare il caso, per «sbloccare» il rilascio o per il trasferimento: chi le chiede è un truffatore (Le truffe).
La posta e i documenti
La posta ordinaria arriva, con il nome e il numero A sulla busta, all'indirizzo della struttura indicato nel locator; viene aperta e controllata, salvo la corrispondenza legale. È il modo più sicuro per far arrivare documenti (passaporto, atti, prove) che servono al caso, ma per i documenti originali è meglio l'avvocato. I detenuti hanno diritto di accesso a una biblioteca legale e a materiale per scrivere ai tribunali.
Salute e farmaci
Gli standard prevedono una visita medica di ingresso, l'accesso alle cure, la continuità dei farmaci prescritti, l'assistenza psicologica e le cure d'urgenza. Nella pratica la continuità dei farmaci è il problema più frequente: la persona deve dichiarare subito ogni terapia, e la famiglia deve far arrivare la prescrizione (per posta o tramite l'avvocato), con il nome del principio attivo, perché il farmaco italiano può avere un nome diverso. Le richieste mediche si fanno per iscritto con il modulo della struttura («sick call»); se non c'è risposta, si passa al reclamo interno e poi ai canali esterni. Chi ha una condizione seria documentata può chiederne conto anche ai fini del rilascio.
Le visite
Le visite in presenza sono regolate dalla struttura: giorni, orari, documenti, lista dei visitatori. Un familiare che arriva dall'Italia può visitare, presentando il passaporto, negli orari previsti; conviene telefonare prima e verificare che la persona non sia stata trasferita. Le visite degli avvocati e del consolato sono garantite in orari più ampi.
Quando qualcosa non va
- Il reclamo interno della struttura, per iscritto, con copia.
- La linea dell'ICE per i detenuti e per le famiglie (ICE Detention Reporting and Information Line), che riceve segnalazioni su condizioni, trasferimenti, salute, accesso agli avvocati, dagli Stati Uniti; dall'Italia si scrive all'ufficio ERO competente.
- Il consolato, che può chiedere conto delle condizioni e visitare (Il consolato italiano).
- I canali del DHS: l'Office for Civil Rights and Civil Liberties e l'Office of Inspector General, per violazioni e abusi (Denunciare abusi e beni persi).
- L'avvocato, per la cauzione e, in caso di detenzione prolungata, l'habeas corpus (La cauzione; Habeas corpus).
Quanto dura
Dipende dalla strada del procedimento (Le sei strade). Chi ha un ordine definitivo, o un expedited removal, o una rimozione sotto § 217, parte in giorni o poche settimane, il tempo dei documenti e del volo. Chi è in un procedimento § 240 senza cauzione resta per la sua durata: mesi, a volte più di un anno se c'è un appello. Chi ottiene la cauzione esce in giorni dal versamento. La famiglia che sa su quale strada si trova la persona sa anche che cosa aspettarsi.
Fonti
ICE, Performance-Based National Detention Standards 2011 (rev. 2016) e National Detention Standards 2019; ICE, Detention Reporting and Information Line; ICE, Detainee Locator; 8 CFR § 236.1(e); INA § 236, § 241(a), 8 U.S.C. §§ 1226, 1231. Testi letti sui siti dell'ICE alla data di verifica.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La rete consolare italiana negli Stati Uniti — l'elenco delle sedi e delle circoscrizioni è sul sito dell'Ambasciata d'Italia a Washington (ambwashingtondc.esteri.it) e su esteri.it. Il consolato competente è quello del luogo in cui la persona si trova o è detenuta.
- ICE Online Detainee Locator System — locator.ice.gov: per trovare una persona in detenzione amministrativa.
- EOIR, la corte dell'immigrazione — stato del caso su acis.eoir.justice.gov o al numero 1-800-898-7180; l'elenco ufficiale dei patrocinatori gratuiti (List of Pro Bono Legal Service Providers) è su justice.gov/eoir.
- Gli ordini degli avvocati statali — ogni Stato ha un registro pubblico in cui verificare se una persona è davvero un avvocato abilitato.
La pagina Dove chiedere aiuto raccoglie tutti i canali ufficiali, con le avvertenze sulle truffe.