Trovare e verificare un avvocato dall'Italia
Un avvocato americano si sceglie con tre verifiche e cinque domande. Le verifiche sono pubbliche e gratuite; le domande sono quelle che un buon avvocato si aspetta e un venditore evita. Questa pagina spiega entrambe, e spiega chi, per legge, non può rappresentare nessuno.
In breve
- Può rappresentare in un procedimento di immigrazione solo chi è autorizzato dal regolamento: avvocati abilitati in uno Stato e in regola, e rappresentanti accreditati di organizzazioni riconosciute dal Dipartimento di Giustizia.
- Tre verifiche gratuite: il registro dell'ordine dello Stato; la lista dell'EOIR dei professionisti sanzionati; il modulo G-28 o EOIR-28 che il rappresentante deve firmare.
- L'elenco ufficiale dell'EOIR dei patrocinatori gratuiti è il punto di partenza per chi non può pagare.
- «Notario», «consulente di immigrazione», «agenzia»: non possono rappresentare, e spesso peggiorano il caso.
- Cinque domande prima di pagare: chi lavora sul caso, quante pratiche simili, quanto e per che cosa, che cosa succede se il caso si perde, come si comunica.
Chi può rappresentare
Il regolamento definisce chi può comparire per un'altra persona davanti all'USCIS, all'ICE, a CBP e alle corti dell'immigrazione (8 CFR § 1292.1): gli avvocati, cioè «any person who is eligible to practice law in, and is a member in good standing of the bar of, the highest court of any State, possession, territory, or Commonwealth of the United States», non sospesi né radiati; i rappresentanti accreditati di organizzazioni riconosciute dal Dipartimento di Giustizia (Recognized Organizations and Accredited Representatives), tipicamente organizzazioni non profit; e, in casi limitati, studenti di legge sotto supervisione e «reputable individuals» senza compenso. Un avvocato abilitato in qualunque Stato può rappresentare davanti a qualunque corte dell'immigrazione degli Stati Uniti: un avvocato di New York può seguire un caso in Texas. Un avvocato italiano non abilitato negli Stati Uniti non può.
Le tre verifiche
- Il registro dell'ordine statale. Ogni Stato pubblica online il registro dei propri avvocati con nome, numero, stato dell'iscrizione e sanzioni. Alcuni esempi: per New York, il sistema di ricerca dell'Unified Court System; per la California, lo State Bar of California; per la Florida, la Florida Bar; per il Texas, lo State Bar of Texas; per l'Illinois, l'ARDC. Il nome dell'ordine si trova cercando «[Stato] bar attorney search». Se il nome non compare, o compare come sospeso, la persona non è un avvocato in quello Stato.
- La lista dell'EOIR dei sanzionati. L'EOIR pubblica l'elenco dei professionisti sospesi o radiati dalla pratica davanti alle corti dell'immigrazione, al Board e al DHS (List of Currently Disciplined Practitioners, su justice.gov/eoir). Un nome in quella lista chiude la conversazione.
- Il modulo. Davanti all'USCIS, all'ICE e a CBP il rappresentante si accredita con il modulo G-28; davanti alla corte dell'immigrazione con l'EOIR-28 (e con l'EOIR-27 davanti al Board). Chiedere copia del modulo firmato e depositato è la verifica più semplice che esista: chi non può firmarlo non può rappresentare, e chi lo firma risponde di ciò che fa.
Dove cercare
- La lista dell'EOIR dei patrocinatori gratuiti (List of Pro Bono Legal Service Providers), per Stato e per corte, con organizzazioni che hanno criteri di ammissione e liste d'attesa ma sono verificate. Per chi è detenuto, la lista viene consegnata nella struttura.
- Le organizzazioni riconosciute dal DOJ, il cui elenco è pubblicato dall'EOIR: rappresentanza a basso costo con rappresentanti accreditati.
- Il consolato italiano, che tiene una lista di avvocati della circoscrizione che parlano italiano; la lista non è una raccomandazione, ma è un punto di partenza in una lingua che si capisce (Il consolato italiano).
- Le associazioni professionali degli avvocati di immigrazione, che hanno motori di ricerca per specializzazione e sede; i loro membri sono avvocati, ma l'iscrizione non attesta competenza.
- Il passaparola di chi ha avuto un caso simile, con la stessa corte, e lo ha visto finire.
Chi non può, e che cosa costa
Nella comunità italiana, come in tutte, circolano figure che si presentano come «consulenti di immigrazione», «agenzie», «notai» (parola che in inglese, notary, indica chi autentica firme, non un giurista), «esperti», a volte con sedi in Italia. Non possono rappresentare nessuno davanti a nessuna autorità americana. Il danno che fanno non è solo il compenso: moduli compilati male che diventano false dichiarazioni, domande presentate che non dovevano esserlo (una domanda di asilo infondata, un adjustment che espone all'arresto), termini persi, cauzioni «raccolte» e sparite. La pagina Le truffe descrive gli schemi ricorrenti. Chi è stato danneggiato da una persona non autorizzata può segnalarla all'EOIR e alla procura dello Stato, e in alcuni casi la circostanza serve per riaprire il caso.
Le cinque domande
- Chi lavora sul mio caso? Lo studio grande con il nome famoso può affidare il fascicolo a un paralegal; l'avvocato che risponde al telefono può essere quello che va in udienza. Va bene tutto, se lo sai.
- Quante pratiche come la mia ha fatto, davanti a questa corte o a questo ufficio, negli ultimi due anni? Un waiver § 212(d)(3), una motion to reopen per un ordine in absentia, un I-601 con extreme hardship sono pratiche specifiche; l'esperienza generica non basta.
- Quanto costa, e che cosa comprende? Un preventivo scritto (retainer agreement) che dica il compenso, se è a forfait o a ore, che cosa è escluso (l'appello, le tasse statali, le traduzioni), e le modalità di pagamento. Un compenso «a risultato» non è consentito nella maggior parte dei casi di immigrazione.
- Che cosa succede se il caso si perde? La risposta di un professionista descrive le conseguenze e le vie successive; la risposta «non si perde» è la risposta di chi non conosce il caso.
- Come comunichiamo, e ogni quanto? Con una persona in Italia e una in detenzione, il canale (mail, telefono, app), i tempi di risposta e la lingua contano più del prestigio.
Il mandato dall'Italia
Un familiare in Italia può dare mandato a un avvocato per il congiunto detenuto, ma il rappresentante deve avere il consenso della persona rappresentata, che firma il G-28 o l'EOIR-28 in detenzione; il pagamento può venire dall'Italia, con bonifico, e il retainer va letto prima. Chi paga non è il cliente: l'avvocato risponde alla persona rappresentata, e le informazioni sul caso vanno a lei, salvo autorizzazione.
Fonti
8 CFR § 1292.1, § 1003.101 ss. (disciplina dei professionisti); 8 CFR § 292.4 (G-28); EOIR, List of Pro Bono Legal Service Providers; EOIR, Recognized Organizations and Accredited Representatives Roster; EOIR, List of Currently Disciplined Practitioners; registri degli ordini statali. Testi letti sull'eCFR e su justice.gov/eoir alla data di verifica.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La rete consolare italiana negli Stati Uniti — l'elenco delle sedi e delle circoscrizioni è sul sito dell'Ambasciata d'Italia a Washington (ambwashingtondc.esteri.it) e su esteri.it. Il consolato competente è quello del luogo in cui la persona si trova o è detenuta.
- ICE Online Detainee Locator System — locator.ice.gov: per trovare una persona in detenzione amministrativa.
- EOIR, la corte dell'immigrazione — stato del caso su acis.eoir.justice.gov o al numero 1-800-898-7180; l'elenco ufficiale dei patrocinatori gratuiti (List of Pro Bono Legal Service Providers) è su justice.gov/eoir.
- Gli ordini degli avvocati statali — ogni Stato ha un registro pubblico in cui verificare se una persona è davvero un avvocato abilitato.
La pagina Dove chiedere aiuto raccoglie tutti i canali ufficiali, con le avvertenze sulle truffe.