Il procedimento di espulsione · Il procedimento
«Firma e torni a casa prima»: l'ordine stipulato in detenzione
Un funzionario ti porta un foglio: se firmi, niente udienza, niente settimane in cella, un volo per l'Italia in pochi giorni. È vero. Quello che il foglio non dice è che stai firmando un ordine di espulsione con dieci anni di divieto, rinunciando a chiedere una partenza volontaria che avrebbe avuto lo stesso effetto pratico senza nessun divieto.
In breve
- L'ordine stipulato è un ordine di espulsione che accetti per iscritto, rinunciando all'udienza, alle difese e all'appello. Il giudice lo firma senza vederti.
- Ha tutte le conseguenze di un ordine dopo un procedimento: dieci anni di divieto, ESTA chiuso per sempre, reinstatement se rientri.
- Il regolamento richiede che la rinuncia sia volontaria, consapevole e intelligente, e che per chi non ha un avvocato il giudice lo verifichi. Nella pratica la verifica è cartacea.
- Lo si firma per uscire prima dalla detenzione. Ma la partenza volontaria, chiesta all'ICE o al giudice, fa uscire quasi altrettanto in fretta senza lasciare un ordine.
- Prima di firmare: chiedere la partenza volontaria, chiedere un avvocato, chiedere tempo. Tutte e tre sono lecite.
La norma
An Immigration Judge may enter an order of deportation, exclusion or removal stipulated to by the alien (or the alien's representative) and the Service. The Immigration Judge may enter such an order without a hearing and in the absence of the parties based on a review of the charging document, the written stipulation, and supporting documents, if any. If the alien is unrepresented, the Immigration Judge must determine that the alien's waiver is voluntary, knowing, and intelligent. The stipulated request and required waivers shall be signed on behalf of the government and by the alien and his or her attorney or representative, if any. […] A stipulated order shall constitute a conclusive determination of the alien's deportability or removability from the United States.
8 CFR § 1003.25(b)
Il regolamento elenca anche che cosa la stipulazione deve contenere: l'ammissione che tutti i fatti contestati «are true and correct as written», la concessione dell'espellibilità, la dichiarazione che non si chiede alcuna forma di protezione, la designazione del Paese di destinazione, il consenso all'inserimento della stipulazione nel fascicolo, la dichiarazione che la persona «understands the consequences» e agisce «voluntarily, knowingly, and intelligently», l'accettazione dell'ordine scritto come definizione del procedimento, e la rinuncia all'appello (8 CFR § 1003.25(b)(1)-(8)).
Che cosa succede davvero
Nella pratica dei centri di detenzione, la stipulazione viene proposta dall'ICE a chi non ha un avvocato, nei primi giorni, spesso con il modulo già compilato. Il messaggio è semplice e vero: il procedimento davanti al giudice richiede settimane o mesi, in detenzione; con la firma l'ordine viene emesso in pochi giorni e la persona parte. Chi firma pensa di aver scelto la via breve per tornare a casa. Ha scelto un ordine di espulsione a tutti gli effetti: «a conclusive determination of the alien's […] removability», con il divieto di dieci anni di § 212(a)(9)(A)(ii), l'esclusione dal Visa Waiver, e il reinstatement automatico se rientra (Quanto dura il divieto).
La garanzia sulla volontarietà è reale sulla carta: per chi non ha un avvocato il giudice «must determine that the alien's waiver is voluntary, knowing, and intelligent», e le corti hanno annullato ordini stipulati quando la rinuncia era stata ottenuta senza spiegazioni comprensibili o in una lingua non capita. Ma la verifica avviene sui documenti, senza udienza, «in the absence of the parties»: il giudice legge una stipulazione firmata che dice che tutto è stato capito. Contestarla dopo, dall'Italia, è possibile ma difficile (La motion to reopen).
Il confronto con la partenza volontaria
| Ordine stipulato | Partenza volontaria | |
|---|---|---|
| Che cos'è | Ordine di espulsione accettato per iscritto | Permesso di partire a proprie spese, senza ordine |
| Tempi per uscire dalla detenzione | Giorni | Giorni o poche settimane, se concessa dall'ICE prima del procedimento o dal giudice alla prima udienza |
| Chi paga il volo | Il governo | Tu |
| Divieto per espulsione | 10 anni | Nessuno, se parti nei termini |
| Presenza illegale | Il divieto di 3/10 anni resta se maturato | Idem |
| ESTA | Chiuso per sempre (espulsione) | Chiuso per sempre (overstay: § 217(a)(7)); ma un visto è ottenibile senza consenso a ripresentare domanda |
| Rientro futuro come immigrante | Serve l'I-212 | Non serve l'I-212 |
| Reinstatement se rientri illegalmente | Sì | Non c'è un ordine da reinstaurare |
La differenza tra le due colonne è tutta nella riga «divieto per espulsione». Per un italiano che comunque tornerà in Italia, e che non ha difese, la partenza volontaria produce lo stesso risultato pratico (uscire, partire) senza il costo giuridico. Il prezzo del biglietto, di regola qualche centinaio di dollari, è l'unico argomento a favore della stipulazione, ed è un pessimo argomento.
Che cosa dire, in detenzione
- «Chiedo la partenza volontaria.» L'ICE può concederla prima del procedimento (§ 240B(a)); il giudice alla prima udienza. Va detto per iscritto, se possibile, e ripetuto.
- «Voglio parlare con un avvocato.» Non ti verrà assegnato, ma hai diritto di consultarne uno e la lista dei patrocinatori gratuiti dev'esserti consegnata (Trovare e verificare un avvocato).
- «Non firmo adesso.» Nessuno può obbligarti a firmare una stipulazione, e il rifiuto non peggiora la tua posizione: il procedimento semplicemente prosegue.
- Se il volo e la libertà sono l'unica cosa che conta, e nessuna partenza volontaria viene concessa, la firma è una scelta legittima. Ma va fatta sapendo che cosa costa, e con una copia del foglio in mano.
Se hai già firmato
L'ordine è definitivo e il divieto è di dieci anni. Le vie per contestarlo sono quelle della motion to reopen, con l'argomento che la rinuncia non fu volontaria o consapevole (lingua, pressione, mancata spiegazione), da provare con i fatti e con il fascicolo (La motion to reopen dall'Italia). Per il ritorno valgono le regole di ogni espulsione: consenso a ripresentare domanda e, se servono, i waiver (La mappa dei rimedi).
Fonti
8 CFR § 1003.25(b); INA § 240B(a), 8 U.S.C. § 1229c(a); INA § 212(a)(9)(A)(ii), § 241(a)(5), 8 U.S.C. §§ 1182, 1231; 8 CFR § 1003.16(b). Testi letti sull'eCFR e su govinfo.gov alla data di verifica.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La rete consolare italiana negli Stati Uniti — l'elenco delle sedi e delle circoscrizioni è sul sito dell'Ambasciata d'Italia a Washington (ambwashingtondc.esteri.it) e su esteri.it. Il consolato competente è quello del luogo in cui la persona si trova o è detenuta.
- ICE Online Detainee Locator System — locator.ice.gov: per trovare una persona in detenzione amministrativa.
- EOIR, la corte dell'immigrazione — stato del caso su acis.eoir.justice.gov o al numero 1-800-898-7180; l'elenco ufficiale dei patrocinatori gratuiti (List of Pro Bono Legal Service Providers) è su justice.gov/eoir.
- Gli ordini degli avvocati statali — ogni Stato ha un registro pubblico in cui verificare se una persona è davvero un avvocato abilitato.
La pagina Dove chiedere aiuto raccoglie tutti i canali ufficiali, con le avvertenze sulle truffe.