espulso.it

Respinti in aeroporto · La pagina cardine

Le tre uscite dal port of entry: ritiro, rifiuto ESTA, expedited removal

Tre persone vengono rimandate a Roma dallo stesso aeroporto, lo stesso giorno, con la stessa frase dell'agente: «you are not admitted». Una potrà ripresentarsi con un visto tra qualche mese; una ha un divieto di cinque anni; una non ha una data. La differenza è scritta sui moduli.

Verificato il 15 settembre 2026Lettura: 8 min

In breve

  1. Ritiro della domanda di ingresso (INA § 235(a)(4), modulo I-275): nessun ordine di espulsione, nessun divieto di legge. L'ESTA però è finito: alla prossima domanda dovrai dichiarare il ritiro.
  2. Rifiuto dell'ammissione con l'ESTA (8 CFR § 217.4(a)): sei «refused admission and removed», ma il regolamento dice che quel rifiuto «shall not constitute removal for purposes of the Act». Nessun divieto di § 212(a)(9)(A). Anche qui, ESTA finito.
  3. Expedited removal (INA § 235(b)(1), modulo I-860): è un ordine di espulsione. Cinque anni di divieto, venti alla seconda volta; se l'ordine contiene anche la falsa dichiarazione, il divieto non scade.
  4. Guarda il numero del modulo: I-275 (con un verbale I-877) per i primi due casi, I-860 (con un verbale I-867A/B) per il terzo.

Perché tre, e perché conta

Al port of entry l'agente che ha deciso di non ammetterti ha, per un cittadino italiano arrivato in aereo, tre strumenti. Sono regolati da norme diverse, producono documenti diversi e, soprattutto, hanno conseguenze che vanno da «nessun divieto» a «divieto senza scadenza». Quasi nessuno, nell'ora in cui succede, capisce quale dei tre gli sia stato applicato. Molti lo scoprono un anno dopo, davanti a un consolato.

La tabella che segue mette i tre esiti uno accanto all'altro. Il resto della pagina spiega ogni riga.

EsitoNormaModuliÈ un ordine di espulsione?Divieto di leggeESTA in futuro
Ritiro della domanda di ingresso
withdrawal of application for admission
INA § 235(a)(4); 8 CFR § 235.4I-275, spesso con verbale I-877NoNessuno da § 212(a)(9)(A). Restano gli altri motivi, se esistono (per esempio un overstay precedente).Devi rispondere «sì» alla domanda sul ritiro; in pratica serve un visto.
Rifiuto dell'ammissione con l'ESTA
refusal under the Visa Waiver Program
8 CFR § 217.4(a)I-275 con verbale I-877No: «shall not constitute removal for purposes of the Act» (§ 217.4(a)(3))Nessuno da § 212(a)(9)(A). Il motivo del rifiuto, però, resta agli atti e va superato al consolato.Devi rispondere «sì» alla domanda sul rifiuto; serve un visto.
Expedited removal
espulsione immediata senza giudice
INA § 235(b)(1); 8 CFR § 235.3(b)I-860 con verbale I-867A/B; spesso I-296 alla partenzaCinque anni (§ 212(a)(9)(A)(i)); venti alla seconda espulsione; senza scadenza se c'è anche § 212(a)(6)(C)(i).Chiuso: chi è stato espulso non può usare il Visa Waiver. Serve un visto e, nel periodo del divieto, un permesso.

Prima uscita: il ritiro della domanda di ingresso

La legge lo prevede in una riga: «An alien applying for admission may, in the discretion of the Attorney General and at any time, be permitted to withdraw the application for admission and depart immediately from the United States» (INA § 235(a)(4)). Il regolamento aggiunge che il ritiro è al posto del procedimento di espulsione o dell'expedited removal, che dev'essere volontario, che nessuno ha diritto di ottenerlo e che «should not normally be granted unless the alien intends and is able to depart the United States immediately» (8 CFR § 235.4).

In sostanza: l'agente ti spiega che non puoi essere ammesso e ti offre di ritirare la domanda, cioè di tornare indietro senza che venga emesso un ordine. Tu firmi il modulo I-275, in cui dichiari di aver letto i motivi per cui la domanda sarebbe stata respinta e di scegliere il ritiro. Se avevi un visto, viene annullato fisicamente (22 CFR § 41.122(e)(3)). Sali sul primo aereo.

È l'esito migliore possibile dopo un «no», ed è quello che conviene chiedere, con calma, quando la conversazione in secondary inspection prende una brutta piega. Non genera un divieto ai sensi di § 212(a)(9)(A), perché non c'è nessun ordine. Ma non è gratis: l'ESTA chiede, testualmente, se hai mai «withdrawn your application for admission at a U.S. port of entry», e a quella domanda dovrai rispondere «sì» per sempre. Nella pratica questo significa che il Visa Waiver è finito e che il prossimo ingresso passa per un visto chiesto in consolato, dove il funzionario avrà davanti la copia del tuo I-275. La pagina Ti hanno fatto ritirare la domanda di ingresso approfondisce.

Seconda uscita: il rifiuto dell'ammissione con l'ESTA

Chi si presenta con l'ESTA ha rinunciato in anticipo, come condizione del programma, a contestare qualunque provvedimento di espulsione se non con una domanda di asilo (INA § 217(b)). Per questo il regolamento prevede per lui una procedura tutta sua:

An alien who applies for admission under the provisions of section 217 of the Act, who is determined by an immigration officer not to be eligible for admission under that section or to be inadmissible to the United States under one or more of the grounds of inadmissibility listed in section 212 of the Act (other than for lack of a visa) […] will be refused admission into the United States and removed. Such refusal and removal shall be made at the level of the port director or officer-in-charge, or an officer acting in that capacity, and shall be effected without referral of the alien to an immigration judge […].

8 CFR § 217.4(a)(1)

La frase decisiva viene due commi dopo: «Refusal of admission under paragraph (a)(1) of this section shall not constitute removal for purposes of the Act» (§ 217.4(a)(3)). Un rifiuto con l'ESTA, quindi, non è un'espulsione ai fini del divieto quinquennale di § 212(a)(9)(A). Il documento che ricevi è, di regola, lo stesso I-275 del ritiro, con la parte di verbale I-877.

Due avvertenze. La prima: il motivo per cui sei stato rifiutato non sparisce. Se l'agente ha scritto che sei un intending immigrant, o che hai un precedente penale, quella valutazione resta nei sistemi e la ritroverai al colloquio per il visto. La seconda: l'agente non è obbligato a usare questa via. Può, in alternativa, applicarti l'expedited removal, ed è esattamente quello che accade sempre più spesso a chi arriva con l'ESTA e viene classificato come immigrante senza visto da immigrante. Per questo il numero del modulo è l'unica cosa che conta: I-275 oppure I-860.

Terza uscita: l'expedited removal

L'expedited removal è un ordine di espulsione emesso da un agente, senza giudice e senza appello, contro chi arriva senza documenti validi o con una falsa dichiarazione: «If an immigration officer determines that an alien […] who is arriving in the United States […] is inadmissible under section 1182(a)(6)(C) or 1182(a)(7) of this title, the officer shall order the alien removed from the United States without further hearing or review» (INA § 235(b)(1)(A)(i)). La procedura, il verbale I-867A/B, il controllo del supervisore e i due possibili codici sono spiegati nella pagina L'expedited removal.

Le conseguenze sono quelle di un'espulsione vera. Chi «has been ordered removed under section 1225(b)(1) […] and who again seeks admission within 5 years of the date of such removal (or within 20 years in the case of a second or subsequent removal or at any time in the case of an alien convicted of an aggravated felony) is inadmissible» (INA § 212(a)(9)(A)(i)). Il Visa Waiver è chiuso per sempre: l'ESTA chiede se sei mai stato espulso, e il regolamento non ammette al programma chi è stato rimosso (8 CFR § 217.2(b)(2) per chi è stato rimosso come deportabile; per tutti gli altri, la domanda dell'ESTA e la prassi di CBP portano allo stesso risultato). Ogni ritorno, anche dopo i cinque anni, passa per un visto; durante i cinque anni serve in più il permesso di ripresentare domanda, spiegato nella pagina L'I-212.

Se l'ordine contiene anche la sezione § 212(a)(6)(C)(i), cioè la falsa dichiarazione, il divieto non ha scadenza e si supera solo con un waiver: quello di § 212(i) per un visto da immigrante, che richiede un coniuge o un genitore cittadino o residente, oppure quello di § 212(d)(3) per un visto temporaneo. È la ragione per cui, in secondary inspection, dire la verità costa meno che mentire (La falsa dichiarazione).

Come capire quale ti è toccata

Prendi i fogli che ti hanno dato in aeroporto. Poi:

  1. Cerca il numero del modulo in alto o in basso. I-860, «Notice and Order of Expedited Removal»: sei nel terzo caso. I-275, «Withdrawal of Application for Admission/Consular Notification»: sei nel primo o nel secondo.
  2. Guarda il verbale. I-867A/B, «Record of Sworn Statement in Proceedings under Section 235(b)(1)»: expedited removal. I-877, «Record of Sworn Statement in Administrative Proceedings»: ritiro o rifiuto.
  3. Sull'I-860, leggi le sezioni citate. Solo «212(a)(7)(A)(i)(I)»: cinque anni. Anche «212(a)(6)(C)(i)»: senza scadenza, salvo waiver.
  4. Sull'I-275, leggi la casella barrata e i motivi. Non generano un divieto quinquennale, ma dicono che cosa dovrai spiegare al consolato.
  5. Guarda il passaporto. Un visto con la dicitura «CANCELLED» conferma che è stato annullato; un timbro di ingresso barrato o annotato è coerente con tutti e tre gli esiti.

Se non hai i fogli, o hai firmato senza copie, il fascicolo si ottiene dall'Italia con una richiesta FOIA a CBP, come spiegato nella pagina Ottenere il proprio fascicolo. È lento, ma è l'unico modo per sapere con certezza in quale dei tre casi ti trovi, e conviene farlo prima di prenotare un colloquio in consolato.

Il quarto caso, che non è un'uscita dal port of entry

Un cittadino italiano con l'ESTA che venga trovato negli Stati Uniti dopo l'ammissione, per esempio perché è rimasto oltre i 90 giorni, non passa per nessuna delle tre strade: viene rimosso dal direttore distrettuale senza udienza, e quella rimozione «is equivalent in all respects and has the same consequences as removal after proceedings conducted under section 240 of the Act» (8 CFR § 217.4(b)(2)), cioè un divieto di dieci anni. È la situazione descritta nella pagina Overstay con l'ESTA.

Fonti

INA § 235(a)(4), (b)(1)(A)(i), 8 U.S.C. § 1225; INA § 212(a)(6)(C)(i), (a)(7)(A)(i)(I), (a)(9)(A)(i), (d)(3), (i), 8 U.S.C. § 1182; INA § 217(b), 8 U.S.C. § 1187(b); 8 CFR § 217.2(b)(2), § 217.4(a)(1), (a)(3), (b)(2); 8 CFR § 235.3(b), § 235.4; 22 CFR § 41.122(e)(3). Domande dell'ESTA lette sul modulo ufficiale. Testi letti su govinfo.gov e sull'eCFR alla data di verifica.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • La rete consolare italiana negli Stati Uniti — l'elenco delle sedi e delle circoscrizioni è sul sito dell'Ambasciata d'Italia a Washington (ambwashingtondc.esteri.it) e su esteri.it. Il consolato competente è quello del luogo in cui la persona si trova o è detenuta.
  • ICE Online Detainee Locator System — locator.ice.gov: per trovare una persona in detenzione amministrativa.
  • EOIR, la corte dell'immigrazione — stato del caso su acis.eoir.justice.gov o al numero 1-800-898-7180; l'elenco ufficiale dei patrocinatori gratuiti (List of Pro Bono Legal Service Providers) è su justice.gov/eoir.
  • Gli ordini degli avvocati statali — ogni Stato ha un registro pubblico in cui verificare se una persona è davvero un avvocato abilitato.

La pagina Dove chiedere aiuto raccoglie tutti i canali ufficiali, con le avvertenze sulle truffe.