Le tasse: l'ultima dichiarazione, il 401(k), la residenza fiscale che cambia
Il fisco americano non sa che sei stato espulso e non gliene importa: per lui sei una persona che ha smesso di essere residente in una certa data. Il fisco italiano ti riprende dal giorno in cui torni. In mezzo c'è un anno a cavallo, qualche modulo, e un paio di trappole vere.
Avvertenza
Questa pagina descrive quali obblighi esistono e dove stanno scritti. Non dice quanto pagherai né come compilare un modulo. Le situazioni fiscali a cavallo di due Paesi sono individuali e cambiano ogni anno: un commercialista che conosca entrambi i sistemi, o un professionista per parte, è una spesa che si ripaga.
In breve
- Per l'anno della partenza sei, ai fini americani, residente fino alla partenza e non residente dopo: si presenta una dichiarazione a doppio status, con il modulo 1040-NR.
- Il datore di lavoro deve mandarti il W-2 in Italia; un rimborso è possibile e va chiesto.
- I prelievi da 401(k) e IRA subiscono una ritenuta del 30% per i non residenti, salvo la convenzione Italia–Stati Uniti; a chi ha meno di 59 anni e mezzo si aggiunge di norma il 10% di penalità.
- Chi ha avuto la green card per almeno otto degli ultimi quindici anni e la perde, anche per espulsione, è un «long-term resident» ai fini dell'exit tax: deve presentare il modulo 8854, e chi non lo fa è trattato come «covered expatriate» a prescindere dal patrimonio.
- In Italia sei residente fiscale se per la maggior parte dell'anno hai qui la residenza, il domicilio o la presenza fisica; con la residenza tornano i redditi mondiali, il credito per le imposte estere e il quadro RW per i conti rimasti negli Stati Uniti.
L'ultimo anno americano
Per il fisco federale conta la residenza fiscale, non lo status migratorio. Chi ha vissuto negli Stati Uniti abbastanza a lungo da superare il test della presenza sostanziale, o chi aveva la green card, è stato residente fiscale fino al giorno della partenza e diventa non residente dopo. L'anno dell'espulsione è quindi, di regola, un anno a «doppio status»: i redditi fino alla partenza si dichiarano come residente, quelli successivi (se ce ne sono di fonte americana) come non residente, con il modulo 1040-NR come dichiarazione principale e il 1040 come allegato per la parte da residente. La scadenza è quella ordinaria di aprile (giugno per chi non ha ritenute su salari e vive all'estero), con la possibilità di proroga.
La legge prevede anche che uno straniero che lascia gli Stati Uniti ottenga prima della partenza un certificato di conformità fiscale, il cosiddetto sailing permit (26 U.S.C. § 6851(d)); nella pratica chi viene espulso non lo ottiene e nessuno glielo chiede, ma l'obbligo di dichiarare i redditi resta intero.
Un rimborso è frequente: le ritenute operate dal datore di lavoro su uno stipendio interrotto a metà anno superano spesso l'imposta dovuta su un reddito annuo più basso. Per chiederlo servono il W-2 (Casa, auto, oggetti, ultimo stipendio) e un conto su cui ricevere il rimborso; l'IRS può inviare un assegno all'estero, ma un conto americano rimasto aperto semplifica molto.
Chi ha lavorato senza autorizzazione ha comunque avuto ritenute e ha comunque l'obbligo di dichiarare; il fisco non comunica con le autorità dell'immigrazione a questo scopo, e una dichiarazione presentata è, nei procedimenti futuri, una prova di buona condotta, non un'aggravante.
Il 401(k), l'IRA e le pensioni
I fondi pensione aziendali e individuali restano tuoi. Le scelte sono lasciarli dove sono, trasferirli in un altro conto americano, o prelevarli. Un prelievo da parte di un non residente subisce una ritenuta alla fonte del 30%, salvo che la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Stati Uniti (firmata a Washington il 25 agosto 1999, in vigore dal 2009) non preveda un'aliquota diversa: per le pensioni e le remunerazioni analoghe la convenzione attribuisce di regola la tassazione allo Stato di residenza, ma l'applicazione alle liquidazioni in un'unica soluzione e alle distribuzioni anticipate è un punto tecnico su cui le letture divergono, e la ritenuta ridotta va richiesta con il modulo W-8BEN prima del prelievo, non dopo. A chi ha meno di 59 anni e mezzo si applica inoltre, salvo eccezioni, la penalità del 10% sulle distribuzioni anticipate (26 U.S.C. § 72(t)). In Italia la somma va poi dichiarata secondo la sua natura, con il credito per l'imposta americana effettivamente pagata. È il tipico caso in cui una telefonata a un professionista prima del prelievo vale più della somma della penalità.
L'exit tax: chi era residente permanente
La regola meno conosciuta, e la più costosa per chi la ignora. Gli Stati Uniti applicano un'imposta sull'espatrio a chi rinuncia alla cittadinanza e, allo stesso modo, a chi perde la residenza permanente dopo averla avuta a lungo:
Any long-term resident of the United States who ceases to be a lawful permanent resident of the United States (within the meaning of section 7701(b)(6)) shall be treated for purposes of this section […] in the same manner as if such resident were a citizen of the United States who lost United States citizenship on the date of such cessation […]. [T]he term "long-term resident" means any individual (other than a citizen of the United States) who is a lawful permanent resident of the United States in at least 8 taxable years during the period of 15 taxable years ending with the taxable year during which the event […] occurs.
26 U.S.C. § 877(e)(1)-(2)
Si «cessa» di essere residente permanente anche quando lo status viene revocato o dichiarato abbandonato con un provvedimento amministrativo o giudiziario definitivo: un ordine di espulsione, o la firma dell'I-407, sono eventi di espatrio ai fini fiscali (Il residente permanente fermato in aeroporto). Chi è stato residente permanente per almeno otto degli ultimi quindici anni fiscali deve allora presentare il modulo 8854 con la dichiarazione dell'anno dell'espatrio. Diventa «covered expatriate», con l'imposta sulle plusvalenze latenti come se avesse venduto tutto il giorno prima (26 U.S.C. § 877A), chi ha un patrimonio netto di almeno due milioni di dollari, oppure un'imposta media sui redditi degli ultimi cinque anni superiore a una soglia indicizzata, oppure, ed è la trappola, chi non certifica sul modulo 8854 di aver adempiuto agli obblighi fiscali dei cinque anni precedenti. Un residente di lungo periodo con un patrimonio modesto che non presenta l'8854 è trattato come un espatriato coperto per il solo fatto di non averlo presentato. Il modulo si può presentare anche dall'Italia, anche in ritardo; la cosa da non fare è ignorarlo.
In Italia: la residenza fiscale che torna
Ai fini delle imposte italiane si considerano residenti «le persone che per la maggior parte del periodo d'imposta, considerando anche le frazioni di giorno, hanno la residenza ai sensi del codice civile o il domicilio nel territorio dello Stato ovvero sono ivi presenti», dove per domicilio si intende «il luogo in cui si sviluppano, in via principale, le relazioni personali e familiari della persona»; e si presumono residenti, salvo prova contraria, gli iscritti all'anagrafe della popolazione residente per la maggior parte dell'anno (art. 2, comma 2, TUIR, DPR 917/1986, nel testo vigente dal 2024; dal 1° gennaio 2027 art. 2 del testo unico d.lgs. 19 giugno 2026, n. 117, con lo stesso contenuto). Tre criteri alternativi, uno dei quali, la presenza fisica, è puramente materiale: chi torna in Italia a marzo ed è qui per il resto dell'anno è residente per l'intero periodo d'imposta, perché il sistema italiano non conosce, in via generale, l'anno frazionato.
Conseguenze: i redditi ovunque prodotti nell'anno del rientro, compresi quelli americani dei mesi precedenti, entrano nella dichiarazione italiana, con il credito per le imposte pagate negli Stati Uniti (art. 165 TUIR) e con le regole della convenzione per evitare doppie imposizioni; i conti, i fondi pensione e le attività finanziarie rimasti negli Stati Uniti vanno indicati nel quadro RW della dichiarazione, con l'imposta patrimoniale sulle attività estere, se superano le soglie; l'iscrizione anagrafica in un Comune (I primi trenta giorni) rende la residenza presunta.
Un'opportunità, per chi torna a lavorare: il regime per i lavoratori «impatriati», introdotto dall'art. 5 del d.lgs. 27 dicembre 2023, n. 209 e confluito nel testo unico dal 2027, riduce l'imponibile dei redditi di lavoro per alcuni anni a chi non è stato residente in Italia nei periodi d'imposta precedenti, si impegna a restare e ha determinati requisiti di qualificazione. Chi ha lavorato negli Stati Uniti per anni può averne i presupposti, e il fatto di essere rientrato per un'espulsione non conta: contano la non residenza pregressa e i requisiti. È una cosa da far verificare a un professionista prima di firmare un contratto, perché l'opzione si esercita all'inizio.
Il calendario, in ordine
- Subito: indirizzo italiano al datore di lavoro e alla banca americana; conto americano aperto se possibile; W-8BEN al fondo pensione.
- Entro gennaio: W-2 e 1099 in mano.
- Entro aprile (o giugno): dichiarazione americana a doppio status; modulo 8854 se eri residente permanente da otto anni; richiesta di rimborso.
- Entro la scadenza italiana dell'anno successivo: dichiarazione italiana con i redditi mondiali dell'anno del rientro, il credito d'imposta estero e il quadro RW.
- Ogni anno finché restano attività negli Stati Uniti: quadro RW; ed eventuali obblighi americani per redditi di fonte americana (affitti, dividendi, prelievi pensionistici).
Fonti
26 U.S.C. §§ 72(t), 877, 877A, 6039G, 6851(d), 7701(b); IRS, Publication 519, U.S. Tax Guide for Aliens; Convenzione tra Italia e Stati Uniti per evitare le doppie imposizioni, Washington 25 agosto 1999 (L. 3 marzo 2009, n. 20); DPR 22 dicembre 1986, n. 917, artt. 2 e 165 (testo vigente al 2026) e d.lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (testo unico dal 2027); d.l. 28 giugno 1990, n. 167, art. 4 (quadro RW); d.lgs. 27 dicembre 2023, n. 209, art. 5. Testi letti su govinfo.gov, irs.gov e normattiva.it alla data di verifica.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La rete consolare italiana negli Stati Uniti — l'elenco delle sedi e delle circoscrizioni è sul sito dell'Ambasciata d'Italia a Washington (ambwashingtondc.esteri.it) e su esteri.it. Il consolato competente è quello del luogo in cui la persona si trova o è detenuta.
- ICE Online Detainee Locator System — locator.ice.gov: per trovare una persona in detenzione amministrativa.
- EOIR, la corte dell'immigrazione — stato del caso su acis.eoir.justice.gov o al numero 1-800-898-7180; l'elenco ufficiale dei patrocinatori gratuiti (List of Pro Bono Legal Service Providers) è su justice.gov/eoir.
- Gli ordini degli avvocati statali — ogni Stato ha un registro pubblico in cui verificare se una persona è davvero un avvocato abilitato.
La pagina Dove chiedere aiuto raccoglie tutti i canali ufficiali, con le avvertenze sulle truffe.