Il certificato penale per il visto da immigrante dopo un'espulsione
Chi torna a chiedere un visto da immigrante dopo un'espulsione arriva al colloquio con molti documenti. Tra questi, i certificati penali sono quelli che più spesso vengono presentati incompleti o nella versione sbagliata.
In breve
- Per il visto da immigrante il consolato chiede i certificati di polizia dei Paesi in cui il richiedente ha vissuto.
- Per il Paese di cittadinanza e per quello di residenza attuale conta un soggiorno di almeno sei mesi; per gli altri Paesi di almeno un anno.
- Il consolato può chiedere un certificato anche per periodi più brevi, se ha motivo di ritenere che esista un precedente.
- Servono anche copie certificate delle sentenze e degli eventuali registri carcerari.
- Un certificato «pulito» non chiude la questione: conta ciò che è successo, non solo ciò che risulta.
Che cosa dice il regolamento
Il regolamento del Dipartimento di Stato sui documenti del visto da immigrante chiede, tra l'altro, i certificati di polizia, le copie certificate dei registri carcerari e militari e le copie degli altri atti che il funzionario consolare ritiene necessari (22 CFR § 42.65). Il certificato di polizia è definito come l'attestazione, rilasciata dalla polizia o dall'autorità competente, delle informazioni presenti nei suoi archivi sulla persona.
La regola dei sei mesi e dell'anno
Per il Paese di cui il richiedente è cittadino e per quello in cui risiede al momento della domanda, le autorità competenti sono quelle dei luoghi in cui ha vissuto per almeno sei mesi. Per tutti gli altri Paesi, quelle dei luoghi in cui ha vissuto per almeno un anno. Il funzionario consolare può comunque chiedere un certificato, a prescindere dalla durata del soggiorno, se ha motivo di ritenere che esista un precedente.
Per un italiano che vive in Italia, quindi, il certificato italiano serve sempre. La pagina del Dipartimento di Stato dedicata ai documenti richiesti per l'Italia indica quale certificato presentare e dove ottenerlo; che cosa contiene il casellario giudiziale italiano è spiegato su avvocato.co.
Le sentenze complete
Chi ha avuto un procedimento penale deve presentare anche la copia certificata degli atti: un certificato che riporta solo l'esito non basta per valutare se il reato rientra tra i motivi di inammissibilità. È la stessa logica spiegata in Patteggiamento, decreto penale e messa alla prova. Per i precedenti americani, conoscere il proprio record dell'FBI aiuta a non omettere nulla (Il proprio casellario americano).
Perché un certificato pulito non basta
La legge vieta di rilasciare un visto a chi risulta inammissibile o non dimostra di non esserlo (INA § 221(g), 8 U.S.C. § 1201). Un reato estinto o non menzionato in un certificato può comunque contare se rientra nella definizione americana; e una risposta incompleta nel modulo è più pericolosa del reato stesso (La falsa dichiarazione).
Nel percorso del ritorno
Il certificato è uno dei documenti del colloquio, insieme a quelli dell'I-212 e dei waiver. Come si svolge il colloquio dopo un'espulsione è spiegato in Il colloquio per il visto; il percorso del coniuge di un cittadino in Il coniuge di un cittadino americano.
Domande frequenti
Serve il certificato anche per i Paesi in cui ho vissuto pochi mesi? Di regola no, sotto i sei mesi per il Paese di cittadinanza o di residenza e sotto l'anno per gli altri; ma il consolato può chiederlo se ritiene che esista un precedente.
Il certificato va tradotto? I documenti in lingua straniera si presentano con la traduzione in inglese, secondo le istruzioni del consolato.
Il certificato ha una scadenza? Il consolato indica i requisiti di validità dei documenti; un certificato recente evita richieste di aggiornamento al colloquio.
Fonti
22 CFR § 42.65 (documenti a supporto del visto da immigrante); INA § 221(g), 8 U.S.C. § 1201. Testi letti su ecfr.gov e govinfo.gov il 27 ottobre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La rete consolare italiana negli Stati Uniti — l'elenco delle sedi e delle circoscrizioni è sul sito dell'Ambasciata d'Italia a Washington (ambwashingtondc.esteri.it) e su esteri.it. Il consolato competente è quello del luogo in cui la persona si trova o è detenuta.
- ICE Online Detainee Locator System — locator.ice.gov: per trovare una persona in detenzione amministrativa.
- EOIR, la corte dell'immigrazione — stato del caso su acis.eoir.justice.gov o al numero 1-800-898-7180; l'elenco ufficiale dei patrocinatori gratuiti (List of Pro Bono Legal Service Providers) è su justice.gov/eoir.
- Gli ordini degli avvocati statali — ogni Stato ha un registro pubblico in cui verificare se una persona è davvero un avvocato abilitato.
La pagina Dove chiedere aiuto raccoglie tutti i canali ufficiali, con le avvertenze sulle truffe.